
Fattura differita, cosa deve quadrare col DDT
1 settembre 2026·8 min di lettura
Cosa significa fattura differita?
Fattura differita significa un solo documento che riepiloga più operazioni verso lo stesso cliente nello stesso mese solare, con il dettaglio di ciascuna, emesso dopo la consegna.
La regola generale del DPR 633/1972 art. 21 prevede l'emissione entro dodici giorni dall'effettuazione. La differita è una deroga a quel termine, non un regime autonomo.
Nella distribuzione si incontra soprattutto dal lato passivo, quando a inizio mese arriva l'unica fattura del fornitore che consolida le consegne del mese precedente, come nella guida alla riconciliazione documentale nella distribuzione.
Cos'è la fattura differita di cui all'art. 21 comma 4 lett. a)?
La lettera a) è il caso base e copre due fattispecie insieme. Le cessioni di beni la cui consegna risulta da DDT o da altro documento idoneo con le caratteristiche del DPR 472/1996, e le prestazioni di servizi individuabili attraverso idonea documentazione.
Se le operazioni avvengono nello stesso mese solare verso lo stesso soggetto, il testo vigente su Normattiva ammette che "può essere emessa una sola fattura, recante il dettaglio delle operazioni, entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione delle medesime".
Cosa deve risultare dal documento che accompagna la merce
Il DDT non è l'unico documento ammesso, perché la norma parla anche di altro documento idoneo e la Guida dell'Agenzia delle Entrate cita il documento equipollente. I requisiti sono sostanziali. Il documento deve accompagnare la merce e identificare i soggetti dell'operazione.
Cos'è la fattura differita di cui all'art. 21 comma 4 lett. b)?
La lettera b) riguarda la triangolazione interna. Il testo vigente dispone che "per le cessioni di beni effettuate dal cessionario nei confronti di un soggetto terzo per il tramite del proprio cedente la fattura è emessa entro il mese successivo a quello della consegna o spedizione dei beni". Il termine è quindi diverso da quello della lettera a), perché qui si parla del mese successivo alla consegna e non del giorno 15. Anche il codice cambia. In fattura elettronica questa fattispecie viaggia con il tipo documento TD25, mentre il TD24 resta riservato alla lettera a).
Perché la lettera b) non riguarda le prestazioni di servizi
Molte risorse online presentano la lettera b) come il caso dei servizi individuabili attraverso idonea documentazione. Il testo primario dice altro. I servizi stanno dentro la lettera a), insieme ai beni accompagnati da un DDT, e seguono il termine del giorno 15.
Il caso concreto della lettera b) nella distribuzione è il distributore che vende a un cliente finale e fa spedire la merce direttamente dal proprio fornitore.
Cosa indica il codice TD24 in una fattura elettronica differita?
Il TD24 segnala allo SDI che il documento trasmesso è una fattura differita di cui all'art. 21 comma 4 terzo periodo lettera a) del DPR 633/1972. Comunica una tipologia di documento e nient'altro.
La Guida dell'Agenzia delle Entrate alla compilazione delle fatture elettroniche precisa che i criteri di compilazione del TD24 non presentano peculiarità rispetto a una fattura ordinaria TD01.
Nessuna previsione impone di verificare che il DDT richiamato corrisponda per quantità e importo a quanto consegnato, quindi il codice giusto e un numero sbagliato convivono dentro un unico file XML. Il dettaglio sta in come la fattura elettronica arriva dallo SDI.
Entro quando va emessa la fattura differita?
Entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione delle operazioni riepilogate, nel caso della lettera a). Il termine vale per la fattura nel suo complesso e non per ciascun DDT che essa contiene.
Sulla data da indicare in fattura, le FAQ dell'Agenzia delle Entrate, richiamando la circolare 14/E del 2019, chiariscono che la data dell'ultima operazione documentata è una possibilità e non un obbligo, ed è ammessa anche la data di fine mese.
Schematizzazione normativa del termine. Art. 21 comma 4 DPR 633/1972 su Normattiva.
In quale liquidazione IVA entra una fattura differita?
Nel caso della lettera a), nella liquidazione del mese in cui l'operazione è stata effettuata, non in quella del mese di emissione. Sono due domande diverse con due risposte diverse, e quasi nessuna risorsa generica le separa.
L'art. 23 del DPR 633/1972 impone l'annotazione delle fatture emesse "entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione delle operazioni e con riferimento allo stesso mese di effettuazione".
Nella triangolazione della lettera b) l'annotazione segue invece il mese di emissione, e lì il periodo di liquidazione si sposta davvero.
Quando conviene emettere una fattura differita invece di una fattura immediata?
Conviene quando lo stesso cliente riceve più consegne nello stesso mese solare e ha senso consolidarle in un solo documento. Un fornitore che consegna dodici volte emette una fattura invece di dodici.
Il rovescio della medaglia arriva dal lato di chi riceve. Le righe da controllare restano le stesse e si concentrano tutte in una verifica di fine mese.
Un esempio pratico di fattura differita che riepiloga più DDT
Un distributore riceve dallo stesso fornitore dodici consegne nel mese, ciascuna con il proprio DDT. Il 10 del mese successivo arriva una fattura unica con TD24 che le riepiloga tutte, per alcune centinaia di righe.
Il controllo consiste nel confrontare l'importo della fattura con la somma dei DDT e poi scendere sulle righe che non tornano. Lì emergono spese di spedizione non dovute, quantità in più ed evasioni parziali.
- DDT su carta: circa la metà di quelli ricevuti, fuori da ogni controllo digitale
- Evasioni parziali sugli ordini: una quota stimata dal cliente intorno al 40%
- Metrica reale: 6-7 ordini fornitore al mese, contro 200-300 documenti da far quadrare
Banca dolori interna Opsy, distribuzione idrotermosanitaria aggregata in consorzio, rilevazioni 2026-07-28 e 2026-08-07.
Il titolare descrive un fornitore le cui conferme d'ordine si scostano dai listini interni di pochi centesimi per riga. La segnalazione al fornitore è già stata fatta in passato e non ha cambiato nulla, perché la causa sta nel numero di decimali gestiti dai due sistemi.
loro gestiscono cinque numeri dopo la virgola, noi ne gestiamo due, quindi inevitabilmente ci sono delle piccole differenze.
Su una fattura che consolida dodici consegne, uno scarto minimo per riga smette di essere invisibile moltiplicato per le righe del mese.
La fattura differita deve quadrare, riga per riga, con i DDT che richiama?
La norma impone che la fattura sia recante il dettaglio delle operazioni riepilogate. Non impone che quantità e importi di ciascun DDT siano stati verificati uno per uno contro la fattura che li consolida. Quella verifica è un controllo manuale, e cade quasi sempre su chi riceve.
La Guida dell'Agenzia delle Entrate chiede per il TD24 gli stessi criteri di compilazione di una fattura ordinaria. Nessuna delle due fonti prevede una quadratura aritmetica contro i DDT del mese, quindi la fattura resta regolare anche quando un importo non torna.
Perché una fattura riepilogativa moltiplica il lavoro invece di ridurlo
La domanda giusta per dimensionare il problema non è quanti ordini si emettono al mese, ma quanti documenti si devono far quadrare con le fatture. Su un aggregato reale i due numeri differiscono di un ordine di grandezza.
Un altro operatore, nel controllo delle fatture, quando si tratta all'inizio del mese di fare il controllo fatture, ci mette anche tre giorni buoni per fare questo lavoro. Quattro giorni buoni, diciamo quasi una settimana di tempo, a controllare tutta la documentazione.
Il conto complessivo è ricostruito in quanto tempo perde ogni mese un'azienda di distribuzione.
Cosa cambia sulla fattura differita nel 2026 e dal 1 gennaio 2027
Due movimenti reali, verificabili in Gazzetta Ufficiale.
Il testo coordinato del decreto legge 19 febbraio 2026 n. 19, convertito con legge 20 aprile 2026 n. 50 ha già esteso la lettera a) alle cessioni e prestazioni fatturate dall'impresa mandataria per conto delle imprese di un raggruppamento temporaneo.
Il D.Lgs. 19 gennaio 2026 n. 10, Testo Unico in materia di IVA si applica invece dal 1 gennaio 2027 e da quella data abroga il DPR 633/1972. L'intervento è compilativo, quindi la disciplina resta quella descritta qui. Cambia la sede della norma.
Come si aggancia un controllo automatico alla fattura differita senza toccare il gestionale
Opsy legge il ciclo passivo di un'azienda di distribuzione, conferme d'ordine, DDT e fatture, direttamente dalla casella di posta e dallo SDI, riconcilia i documenti fra loro riga per riga e segnala le differenze prima che diventino un problema di fine mese. Non è un gestionale e non lo sostituisce. Copre il controllo documentale manuale che la normativa sulla fattura differita non impone a nessuno.
Come entra nel controllo un DDT arrivato su carta
Un DDT cartaceo fotografato o scansionato e inoltrato alla stessa casella dove arrivano gli altri documenti entra nello stesso confronto, senza chiedere a nessun fornitore di cambiare formato. Spesso diversi fornitori anticipano il DDT per posta elettronica già quando approntano il materiale.
Perché il gestionale resta dov'è
Dentro una rete consortile il gestionale non è mai uno solo. Gli aggregati girano su prodotti diversi, ed è per questo che il controllo della fattura differita non può appoggiarsi alla funzione di un singolo gestionale, come mostra il confronto tra i gestionali della rete consortile.
Nella prima fase non serve alcun connettore lato gestionale, nessuna apertura della struttura dati e nessuna quota al sistemista. Il problema resta identico che l'azienda abbia quindici o cinquanta dipendenti, e le classifiche ANGAISA censiscono oltre novecento distributori idrotermosanitari in Italia. Il quadro operativo sta sulla pagina Opsy per i distributori consorziati, e il modo più rapido per pesare il problema è richiedere una prova sui propri DDT.
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Domande frequenti
- Cosa significa fattura differita?
- La fattura differita è un solo documento che riepiloga più cessioni di beni o prestazioni di servizi effettuate nello stesso mese solare verso lo stesso soggetto, invece di una fattura immediata per ogni consegna. La regola generale prevede l'emissione entro dodici giorni dall'effettuazione dell'operazione. La fattura differita è una deroga a quel termine, non un regime alternativo autonomo, e vale a condizione che la consegna o la spedizione risulti da un documento di trasporto o da altro documento idoneo a identificare i soggetti dell'operazione.
- Cos'è la fattura differita di cui all'art. 21 comma 4 lett. a)?
- È il caso base della fattura differita. Copre due fattispecie insieme, le cessioni di beni la cui consegna o spedizione risulta da documento di trasporto o da altro documento idoneo con le caratteristiche del DPR 472/1996, e le prestazioni di servizi individuabili attraverso idonea documentazione. In entrambi i casi, se le operazioni sono effettuate nello stesso mese solare verso lo stesso soggetto, può essere emessa una sola fattura recante il dettaglio delle operazioni entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione. In fattura elettronica il codice tipo documento è il TD24.
- Cos'è la fattura differita di cui all'art. 21 comma 4 lett. b)?
- La lettera b) riguarda la triangolazione interna, non le prestazioni di servizi. Il testo vigente su Normattiva dispone che per le cessioni di beni effettuate dal cessionario nei confronti di un soggetto terzo per il tramite del proprio cedente la fattura è emessa entro il mese successivo a quello della consegna o spedizione dei beni. Il termine è quindi diverso da quello della lettera a), che scade il giorno 15 del mese successivo, e in fattura elettronica il codice tipo documento è il TD25 invece del TD24. I servizi individuabili attraverso idonea documentazione stanno dentro la lettera a), insieme ai beni accompagnati da DDT.
- Cosa indica il codice TD24 in una fattura elettronica differita?
- Il TD24 indica allo SDI che il documento trasmesso è una fattura differita di cui all'art. 21 comma 4 terzo periodo lett. a) del DPR 633/1972. Segnala una tipologia di documento e nient'altro. La Guida dell'Agenzia delle Entrate alla compilazione delle fatture elettroniche precisa che i criteri di compilazione del TD24 non presentano peculiarità rispetto a una fattura ordinaria TD01. Nessuna previsione impone un controllo di corrispondenza fra la fattura e i documenti di trasporto che riepiloga.
- Entro quando va emessa la fattura differita?
- Nel caso della lettera a) la fattura differita va emessa e trasmessa allo SDI entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione delle operazioni che riepiloga. Il termine riguarda la fattura nel suo complesso, non ogni singolo documento di trasporto che contiene. Nel caso della lettera b), la triangolazione interna, il termine è entro il mese successivo a quello della consegna o spedizione dei beni. La data da indicare in fattura ricade nel mese delle operazioni documentate, con la data dell'ultima operazione ammessa come possibilità e non come obbligo.
- In quale liquidazione IVA entra una fattura differita?
- Nel caso della lettera a), quello del TD24, nella liquidazione del mese in cui l'operazione è stata effettuata, non in quella del mese in cui la fattura viene emessa. L'art. 23 del DPR 633/1972 dispone l'annotazione entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione delle operazioni e con riferimento allo stesso mese di effettuazione. Emissione e liquidazione sono quindi due risposte distinte. Una consegna di settembre fatturata il 10 ottobre resta IVA di settembre. Nella fattispecie della lettera b) l'annotazione segue invece il mese di emissione, quindi lì il periodo di liquidazione si sposta davvero.
- Quando conviene emettere una fattura differita invece di una fattura immediata?
- Conviene quando lo stesso cliente riceve più consegne nello stesso mese solare e ha senso consolidarle in un solo documento invece di emettere una fattura per ogni DDT. Il vantaggio riguarda il numero di documenti emessi e ricevuti. Non riguarda il numero di righe da controllare, che resta identico e si concentra tutto in una sola verifica di fine mese.
- La fattura differita deve quadrare, riga per riga, con i DDT che richiama?
- La norma impone che la fattura sia recante il dettaglio delle operazioni riepilogate. Non impone che quantità e importi di ciascun documento di trasporto siano stati verificati uno per uno contro la fattura riepilogativa. Quella verifica resta un controllo manuale a carico di chi emette e soprattutto di chi riceve il documento, e nella distribuzione si concentra nei primi giorni del mese sui fornitori con più consegne.